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Settore italiano in costante crescita

In vista del classico appuntamento annuale di Sana di Bologna, la principale fiera dei prodotti bio in Italia, il prestigioso think tank di studi socio-economici in agricoltura Nomisma ha anticipato i dati che confermano il grande momento di crescita del biologico italiano, sia in termini di produzione che sui mercati nazionale ed estero.

Il settore ha raggiunto 1,3 miliardi di fatturato in Italia (30 giugno 2019), con un aumento del 4,6% rispetto a un anno prima (mentre la crescita del settore alimentare nel suo complesso è dell'1,5% in Italia).

Un risultato di tutto rispetto, considerato che va di pari passo con la crescita della produzione agricola biologica che è ormai costantemente al 15% dell'intera Superficie Agraria Utile (SAU).

A livello commerciale, la quota di mercato dei prodotti biologici venduti in Italia è passata dallo 0,65% nel 2000 al 3,6% nel 2019 , con una crescita del 600% in meno di venti anni.

Un punto sensibile peril bio: i prezzi

La questione del prezzo dei prodotti bio rimane ovviamente aperta, in quanto i prezzi di questo tipo di prodotti mediamente superiore a quella dei corrispondenti prodotti convenzionali, per le ragioni che spieghiamo nel nostro corso VIVET sull'agricoltura biologica.

"In media, la differenza tra biologico e convenzionale è di circa il 20-30% - spiega Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, un'organizzazione che riunisce molte associazioni biologiche e commerciali in Italia, anche se ci sono prodotti come la pasta che toccano picchi del 40% in più, e va detto che l'aumento del prezzo non è sempre giustificato, dato il tipo di grano trasformato".

Secondo altri studi, il differenziale di prezzo può raggiungere anche punte del 200-300% per altri tipi di prodotti, in particolare quelli per la cura della persona, un settore che, nonostante ciò, sta vivendo anch'esso una crescita considerevole.

Nomisma stima che fino a 20 milioni di italiani sarebbero disposti a comprare alimenti, come quelli biologici, che garantiscono l'assenza di sostanze dannose per la salute, anche se costassero fino a un terzo in più.

L'Italia numero due sui mercati mondiali biologici

È vero che la spesa pro capite per i prodotti biologici in Italia è di 52 euro  pro capite / anno, assai meno di quella di paesi più ricchi come i 288 euro pro capite della Svizzera e i 237 euro della Svezia, ma è superiore a 42 euro spesi in Spagna e ai 35 nella Grande Gran Bretagna.

In particolare, si sono verificati importanti aumenti nel settore del caffè (+34%), dei vini di origine certificata (+27,5%) e delle uova (+11%).

Questi notevoli risultati sul mercato interno sono forse addirittura superati sui mercati internazionali, dove l'Italia si posiziona addirittua come il secondo esportatore mondiale, con 2 miliardi di dollari di fatturato, dopo gli Stati Uniti (3 miliardi) ma prima dell'Olanda (1,2 miliardi) e della Cina (1 miliardo).